Il ruolo della Protezione Civile Italiana nell’incendio mortale di Crans Montana
ROMA – La macchina della Protezione Civile Italiana si è attivata nell’immediatezza del grave incendio di Crans Montana in cui hanno perso la vita 40 giovani e oltre un centinaio di feriti. Il primo ad intervenire dall’Italia è stato un elicottero della Protezione Civile della Regione Valle d’Aosta, con a bordo personale sanitario e tecnici del Soccorso Alpino Valdostano, nell’ambito di una collaborazione transfrontaliera.
Subito dopo la Confederazione Svizzera ha richiesto supporto al meccanismo di protezione civile dell’UE ed è quindi stata attivata la mobilitazione del Servizio Nazionale della Protezione Civile. L’Italia è stata impegnata, con il coordinamento di uno specifico team, supporto tecnico-operativo, a cura di specifiche squadre della Regione Piemonte; supporto all’identificazione delle vittime, assicurato da medici della Polizia di Stato; e supporto all’attività di analisi delle condizioni cliniche dei feriti, gestito da un team composto da sanitari della Regione Lombardia, tra cui medici, infermieri, psicologi. Sono stati inoltre inviati sul posto numerosi volontari di protezione civile per fornire supporto psicologico ai ragazzi coinvolti nell’incidente, ai loro familiari, e agli operatori che in questi giorni hanno lavorato in emergenza.
Il meccanismo europeo ha previsto anche l’impegno di Francia, Lussemburgo e Romania per assicurare la logistica del trasporto medico. Inoltre, 21 paesi hanno offerto aiuto: 18 per il trattamento, 9 per il trasporto e 6 hanno offerto gli esperti.
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